Expo 2015 - Regione Marche

Lo sviluppo senza fratture di Giorgio Fuà

EXPO 2015 - Questa è la storia di un calzolaio e del suo vivere artigiano. La storia di un mestiere e di un territorio che ha permesso la convivenza della tradizione con l'industrializzazione in ogni suo grado. Gesti umani e gesti meccanici a fondersi in uno spazio di sviluppo che non contempla fratture. L'idea strutturale del sotto e sopra rappresenta l'idea di una fonte sorgiva, di radici da cui lo sviluppo si ramifica, il legame indissolubile con la propria tradizione, un punto di contatto naturale, quasi organico. Il sotto è il sottoscala, un laboratorio sotterraneo. La struttura doppia del video nella sua s-composizione estetica rappresenta l'illusione della frattura, la sorpresa di trovare nel territorio marchigiano la sua netta assenza.

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Expo 2015 - Regione Marche

Un insieme di smart land senza smart city e città regione

EXPO 2015 - Questa è la storia di un giovane chef, di un figlio, di un frutto proveniente da due saggezze istruite da Madre Natura. La connessione tra due mondi, campagna e mare, in un'ottica di cooperazione, comunità e famiglia, scaturisce una sintesi in un prodotto che è un mestiere, un figlio, un'identità sociale altra, un prodotto adatto a sistemi più estesi e gestiti su impianti tanto differenti da sembrare impenetrabili, oltre il reticolato accecante del già inventato. La fioritura delle tradizioni permette personalizzazioni capaci di rompere il già conosciuto con proposte virtuose.

"Le Marche sono una smart land senza la sua smart city. Non è un gioco di parole ma il tentativo di inquadrare un territorio che, come sempre, fa innovazione sociale ed economica in forma diffusa e proliferante. Smart land non è solo l’adattamento del concetto metropolitano e top down della città digitale. È una diversa concezione dello sviluppo il cui driver non è la rete tecnologica ma la rete sociale che lega impresa, cultura, territorio. È l’idea che i soggetti del territorio cooperino in una logica di ecosistema competitivo in grado di riappropriarsi delle soluzioni tecnologiche, partendo dai propri bisogni. Le Marche sono senz’altro uno dei laboratori territoriali più importanti in cui tentare una sintesi alta tra ciò che resta del capitalismo di territorio e un’economia della conoscenza globale in rete che rappresenta il nuovo paradigma in via di affermazione. Sta in una logica di smart land la capacità di tessere reti connettive tra industria, ricerca, creatività diffusa nel contesto di una metropoli leggera. L’opera di fertilizzazione in chiave smart tra le competenze e le conoscenze sta operando un ridisegno della centralità dei territori e dei beni collettivi come risorse strategiche nella competizione/collaborazione all’interno della macroregione." (Bonomi/Colli)

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Expo 2015 - Regione Marche

Il senso storico di una prospettiva estetica che rappresenta la prospettiva di vita

EXPO 2015 - Questa è la storia di un territorio, dei suoi artisti e dei suoi sognatori.
La Città Ideale esiste e si trova nell'unione delle parti, nella connessione di spazi architettonici marchigiani. E' un'unione di pluralità e di bellezze che si auto-candidano per l'ingresso nel nuovo profilo della Città Ideale grazie alle proprie cifre geometriche ed estetiche. A provarne l'esistenza è un artista, una mente che depone i significato delle cose nelle sue proiezioni mentali prima e nelle tracce segniche poi, una mente abituata a scorgere oltre l'apparenza, a fornire interpretazioni valide per tutti e mostrarle in una realtà formale e volumetrica. La Città Ideale si ridisegna qui, con questo approccio narrativo, sopra una forma inconfondibile: le Marche, prendendo spunto da genialità che hanno trasferito al territorio esercizi artistici gloriosi, di cui ancora oggi se ne godono i virtuosismi e i riconoscimenti oltre confine.

E che sia allora un accostamento palese all'ideale di un modus vivendi razionale, di mappa urbanistica e concettuale a rappresentare il passaggio storico da utopia, intesa come una resa di fronte alla realtà, a scoperta.

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