Jesi, tappa del tour europeo Bloody Rain di Sarah Jane Morris

Sarah Jane Morris: tappa jesina per il tour europeo Bloody Rain

Un largo abito a fiori, inconfondibili capelli rossi, un placido sorriso accogliente. Sarah Jane Morris al fianco di Tony Remy ha invaso di polline inebriante il teatro “Il Piccolo” in occasione della sua apertura a nuove destinazioni culturali di livello, in un progetto tanto atteso dalla città di Jesi.

Due fonti generose di vero spettacolo, due messaggeri di echi tormentati, capaci di quella potenza ammaliante di condivisione che è esclusiva dei grandi, che fanno uso dell’arte per una decisa controinformazione. Solo artisti di questo calibro hanno gli strumenti per estrarre dal sottosuolo gli atti umani più putridi che suppurano in ferite silenziose, soffocanti, nascoste dietro il senso intimo della vergogna. Dai primi minuti di note e racconti “Il Piccolo” si è trasformato in un bosco di canti e richiami all’amore. In difesa dei diritti umani, frustati ai fianchi con scudisci sferzanti da ogni meandro, la Morris e Remy, molte volte coautori dei brani presentati a Jesi, hanno cosparso il teatro di brividi di partecipazione a tratti commossa, a tratti combattiva. Il riverbero penetrante dalle corde di voce e chitarra ha composto un messaggio di riscatto. Si è parlato di libertà, di educazione, di approvazione. Si è parlato di rivoluzione come risposta agli eccessi di una violenza moltiplicata per forme e luoghi. Si è cantato in onore di “David Kato” e in sua memoria, contro la paura con cui l’uomo si difende da realtà che non conosce e quindi annienta invece di tentare di comprenderle. Si è intonato un inno contro la politica brutale dei governi, missionari di distruzione in “Bloody Rain”. In difesa e per amore: questi i contenuti di ogni pezzo in un dialogo assiduo, ampio e diffuso con il mondo per portare alla luce storie grandi e piccole e la storia privata della famiglia Morris perché non esonerata dal dolore nemmeno questa. Ma la distanza dal male e il ricordo materno salvifico lasciano scoperto e spontaneo il desiderio di tornare a casa, in “Wild Flowers” un brano strepitoso.

L’album di Sarah Jane Morris è musica al servizio del dolore, contrastato in nome di una riscossa internazionale e calpestato al ritmo di danze tribali in impunture jazz, soul, blues e R&B e in punta di piedi sulle tavole di legno di un Piccolo teatro. Una musica che vuole essere voce maestra sulla strada dei destini umani.

Postato da Federica Biondi alle 09:10

Categorie :

9 Commenti :

Smithd177 ha scritto...
Inspiring story, where did you quote it from? dbaegefaaddcfacg
settembre 17, 2015 02:56
Johng969 ha scritto...
Valuable information. Lucky me I found your site by accident, and I am shocked why this accident did not happened earlier! I bookmarked it. ecdfkfbfeage
settembre 17, 2015 02:55
Johnc190 ha scritto...
This design is incredible! You obviously know how to keep a reader amused. kgbggdcakacd
settembre 17, 2015 02:55
Johnf728 ha scritto...
This design is incredible! You obviously know how to keep a reader amused. dbaefeffedeb
agosto 27, 2015 02:19
Johnd205 ha scritto...
Though it is true I enjoy your writing style, I don't agree with your main point of view about this one. I do delight in your website nevertheless. gfafkbeecgge
agosto 27, 2015 02:19
Smithb296 ha scritto...
Thank you for your blog article. Great. deddkakacfeegebb
febbraio 28, 2015 09:50
Johnc189 ha scritto...
Nice site. On your blogs extremely interest and i will tell a buddies. cdkgeggdbgdd
febbraio 28, 2015 09:50
Johnc670 ha scritto...
Excellent blog right here! Also your site lots up very fast! What web host are you the use of? Can I get your affiliate hyperlink for your host? I desire my website loaded up as quickly as yours lol ddfdgdgfdked
febbraio 28, 2015 09:50
The Body Shop ha scritto...
Cool article, It was funny.
febbraio 19, 2015 02:44

Commento

Archivio Post